Zelig

Regia: Woody Allen
Cast: Woody Allen e Mia farrow.
Anno: 1983
Genere: Commedia

In Zelig si ravvisa la genialità dell’analisi che Allen fa di una società che domina il singolo. Girato sotto forma di mock-documetary, Zelig è una grande pellicola della filmografia alleniana. Il regista analizza la vita di un uomo, Leonard Zelig, che non riesce più ad essere se stesso tanto da assumere le sembianze di chi gli sta vicino. Si tratta di un uomo camaleonte, così è definito dai media e dai medici all’interno del film, che subisce le regole di una società conformista e di massa.
Emerge la paura del singolo di non sentirsi all’altezza degli altri e della società e di conseguenza, per paura, inizia a emulare i gesti, le parole e i modi di fare altrui. Così Zelig si trasforma continuamente e assume svariate identità.
A far da protagonista c’è sempre una società superficiale che non solo opprime Zelig, ma lo spia in continuazione; Zelig, infatti, diventa un fenomeno da baraccone tanto da suscitare la curiosità dell’intera popolazione che pende dalle notizie diffuse dalla radio e da quelle stampate sui giornali. Ma come ogni fenomeno mediatico, anche quello del protagonista è destinato al dimenticatoio, confermando il fittizio interesse nei confornti di Zelig.
Emblematica e significativa è la decisione di Zelig di amalgamarsi al fenomeno delle dittature nazi-fasciste, esempio lampante dell’uniformità e della massificazione che ha caratterizzato la prima parte del XX secolo.
Di Zelig, inoltre, va enfatizzato l’originale stile con il quale questo falso documentario è stato realizzato. Vi è una tale perfezione nella fotografia, nei colori e nello stile da apparire fortemente realistico e incarnare pienamente gli anni ’20.
Dunque, uno dei migliori film di Allen, uno dei più originali, uno dei più veritieri in generale.

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