Quarto potere

Regia: Orson Welles
Cast: Orson Welles, Dorothy Comingore, Joseph Cotten, Everett Sloane, Ray Collins, Ruth Warrick.
Genere: Drammatico
Anno: 1941
Titolo originale: Citizen Kane

Quando si parla di cinema non si può non far riferimento ad una notevole pietra miliare che porta il nome di Quarto potere. E’ il 1941 quando Orson Welles aveva venticinque anni e per la prima volta da regista ha dato vita ad un lungometraggio che ha affascinato e rivoluzionato il mondo del cinema. Quarto potere è un film lungimirante che ha decretato Welles come un vero antesignano del cinema moderno.
Con Quarto potere si introduce un nuovo modo di fare cinema sotto diversi punti di vista: dagli aspetti tecnici a quelli stilistici e narrativi. Sono utilizzati in particolar modo e con attenzione la profondità di campo e il piano sequenza, con un risultato visivo non indifferente. A valorizzare questo lavoro, inoltre, è stata una sceneggiatura originale in grado di far vincere il Premio Oscar. Caratterizzato da una trama intricata, arricchita da tanti punti di vista e da continui flashback, il film si afferma anche per il suo impatto narrativo.
Quarto potere racconta la vita di Charles Foster Kane, una grande personalità, che gestisce tante testate giornaliste e che è abile nel manipolare la gente con il potere mediatico (appunto con il quarto potere). Il suo enorme ego e la sua profonda fiducia in se stesso lo spingono a candidarsi persino al ruolo di governatore ed ad affermare: “Solo una persona può decidere il mio futuro, e quella persona sono io“.  Kane, evidentemente ispirato alla figura di William Randolph Hearst, è delineato come una persona contorta, e per questo affascinante e intrigante. E’ un uomo che ha sempre riposto in se stesso le massime aspettative e che si è spinto sempre più in alto. Dipinto a parole come un garante e difensore dei poveri, nei fatti è un uomo ricco che ama contornarsi di tanti oggetti belli, ma inutili. Giunge a costruirsi un vero e proprio castello, un’ enorme villa, di nome Xanadu (italianizzato con il nome Candalù), dove si rinchiuderà per il resto della sua vita. E’ etichettato come un comunista, ma anche nazista. Dunque, è una persona controversa e dalle mille sfaccettature. Ma, in realtà al pubblico non è dato sapere chi in realtà sia questo grande Charles Foster Kane perché l’intero film si regge sui ricordi e sulle opinioni che chi lo aveva conosciuto ha di lui.
Quarto potere inizia con la morte di Kane, solo nella sua immensa casa, pronunciando sul letto di morte la parola “Rosabella” che diventa il leitmotiv della narrazione. Soltanto in quel momento lo spettatore vede il vero Kane, perchè da lì in poi la sua vita viene raccontata da terzi. Vista, la notevole importanza del personaggio di Kane, si decide in seguito alla sua morte di realizzare un documentario per raccontare le vicissitudini di questo magnate. I primi dieci minuti del film sono infatti riempiti da questo splendido documentario che ricostruisce i momenti salienti della sua vita. Ma, resta pur sempre un documentario incompleto che spinge a voler indagare il significato di “Rosabella”.
La narrazione, pertanto, assume questo andamento di ricerca, di interviste, di indagine, di esposizione di vari punti di vista sulla vita del protagonista, senza portare a termine la ricerca: ai personaggi del film non è dato sapere cosa sia “Rosabella”. Il film termine con l’interrogativo, cercando di dare delle spiegazioni: sarà una persona? sarà un oggetto? Certamente “La vita di un uomo non si può spiegare con una sola parola“, ma l’aspetto sorprendente di questo meraviglioso film è il lasciar risolvere il rompicapo proprio al pubblico, che a fine visione si vede svelato il mistero sulla parola che ha tanto fatto aggrovigliare le menti dei personaggi del film.
Kane, dunque, è un uomo che ha terminato la sua vita in profonda solitudine, circondato soltanto da gente estranea, quali infermieri e camerieri. Abbandonato dai suoi affetti, come la seconda moglie Susan perchè infelice della vita solitaria in cui Kane l’aveva trascinata, muore solo. Non era capace di amare, o meglio amava a modo suo, ed era preso interamente da se stesso; ma di sicuro quell’ultima parola, pronunciata in fin di vita, dimostra come di qualcosa di profondamente importante ha sentito la mancanza. E ciò porta a dipingere Kane in modo diverso, come un uomo che ha sempre portato con sè una lacuna: quella della famiglia e dell’infanzia.

Quarto potere è un film intramontabile, girato in modo elegante e raffinato come il personaggio di cui parla e come l’interpretazione straordinaria dello stesso Welles; è un film tanto eccentrico quanto nostalgico. Una meraviglia nel suo inizio, ma soprattutto in un finale sconvolgente che lascia allo spettatore una patina di amarezza.

Premio vinto:
– Vincitore Premio Oscar alla miglior sceneggiatura originale di Orson Welles e Herman J. Mankiewicz

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