Le conseguenze dell’amore

Regia: Paolo Sorrentino
Cast: Toni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini.
Genere: Drammatico
Anno: 2004

“Ogni uomo ha un segreto incofessabile” afferma Titta Di Girolamo, il protagonista del film “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino. Nello stesso tempo non serve aspettare di ascoltare questa affermazione da parte del protagonista per comprendere che ha qualcosa da nascondere. Il film inizia mostrando sin da subito la solitudine e l’isolamento vissuti da Titta Di Girolamo, destinato ad una vita asettica da otto anni in un albergo svizzero. La prima parte del film, infatti, è quella più bella, affascinante ed elegante. Il personaggio di Titta Di Girolamo è presentato in tutta la sua esteriorità: è un uomo distinto, sempre ben vestito, dagli atteggiamenti distaccati e freddi, di poche parole e gran osservatore. All’inizio della pellicola Toni Servillo, il magnifico attore che interpreta Titta, dona la possibilità di ascoltare la sua voce soprattutto e quasi esclusivamente attraverso i suoi flussi di pensiero. In questo modo soltanto allo spettatore è dato conoscere la sua interiorità e quali pensieri scorrono nella sua mente; invece, agli altri protagonisti del film non resta che un alone di mistero circa la sua figura. E’ il caso di un cliente dell’albergo che, incuriosito da Titta, si avvicina per chiedergli  di cosa si occupa; è il caso del titolare dell’albergo, che si vede pagare la retta ogni primo del mese in modo puntuale e solerte; è il caso della giovane barista, interpretata da Olivia Magnani, che non fa altro che restar male ogni qualvolta non sente corrisposto il suo saluto per Titta.
Il film prosegue con l’interrogativo relativo alla verità della vita di questo protagonista, che sembra esser sciolto quando, nel giro di pochi minuti, racconta la sua vita in sintesi proprio alla bella barista, la quale sembra essere l’unica a riuscire a sbloccare e render leggermente più vive le emozioni di questo uomo ormai impassibile.
Si tratta di un uomo che un tempo era un commercialista, la cui unica colpa è stata quella di aver sbagliato un investimento e soprattutto per conto di Cosa nostra. Da questo aspetto, si nota come un altro elemento che caratterizza questo film è rappresentato dalla presenza della Mafia e dei suoi loschi affari di cui Titta continua ad essere collaboratore perchè costretto. Difatti, questa visione espone anche momenti molto duri e forti, come l’epilogo del film, davvero drammatico e crudele.
Gli aspetti più pregevoli e caratterizzanti questo film di Sorrentino sono rappresentati senza dubbio dal tocco registico raffinato, fermo, preciso e pulito che si sviluppa in maniera sincronica con la raffinatezza del protagonista e con la magnifica interpretazione di Toni Servillo. Il tutto è coronato da una altrettanta accurata fotografia di uno stile impeccabile e che rende la visione perfetta e un vero piacere per gli occhi.
Al di là della sceneggiatura, che nella seconda parte del film sembra un pò cadere di tono rispetto alla prima parte, la riuscita del film è attribuile ai vari e distinti aspetti sopra citati, ma anche alla recitazione di Toni Servillo, fatta di sguardi, di silenzi, di atteggiamenti, di espressioni in grado di comunicare altamente la psicologia del suo personaggio sempre controllato e impeccabile tanto da voler tenere sottocontrollo le conseguenze dell’amore.