Io e Annie

Regia: Woody Allen
Cast: Diane Keaton, Woody Allen, Tony Roberts, Shelley Duvall.
Anno: 1977
Genere: Commedia

New York, anni ’70. Alvy Singer è un attore comico che conosce la bella e vivace Annie ad una partita di tennis. Tra loro nasce subito l’amore che ben presto imploderà a causa delle loro nevrosi.

Amarezza, ironia, umorismo sarcastico. Queste sono le sensazioni che trapelano dalla visione di “Io e Annie”. Woody Allen presenta una serie di tematiche (a lui care) quali l’antisemitismo, la psicanalisi, l’amore, il sesso, la politica, l’amore per New York, le fobie umane e l’avversione per il business televisivo. Il suo personaggio è un comico con due matrimoni falliti alle spalle e con tanto timore nel vivere nuovi rapporti. L’incontro con Annie è la prova del suo vivere in modo ansioso e contorto una relazione, fatta di momenti felici, di allontanamenti, ripensamenti, timori e mancanze. L’amore è eterno? Sfuma? In che modo renderlo vivo? Allen cerca di mostrare il suo punto di vista attraverso questa pellicola; ci riesce con una forte e crudele verità: i rapporti tra gli uomini sono strani e pazzi. E’ questo il messaggio portante che regge la pellicola. Allora Alvy preferisce difendersi dagli altri, ergere un muro, crearsi la propria isola. La vivacità e l’allegria della graziosa Annie pertanto portano uno squilibrio nella vita del protagonista. Alvy sin da piccolo mostra di essere diverso dagli altri: mostra interesse per le donne a sei anni e questo aspetto già contrasta con quanto Freud indica relativamente al periodo di latenza che caratterizza i bambini in età scolare. Non per nulla Alvy è in cura da quindici anni presso uno psicanalista senza nessun risultato. E su questo Allen ci gioca e anche alla grande. La stessa Annie finisce in seduta d’analisi, ma il suo personaggio, al contrario di Alvy, riesce a trarre benefici.
Emergono le dinamiche che caratterizzano un rapporto di coppia. Allen li analizza finemente e intelligentemente, spogliando la vera natura di un rapporto di coppia da ogni falsità buonista e sentimentalista. “Una relazione credo sia come uno squalo sai, che deve costantemente andare avanti o muore. E credo che quello sia restato a noi sia uno squalo morto!” dice Alvy alla sua Annie. E così questo rapporto di coppia viene presentato allo spettatore tra intelligenti e pungenti battute che fanno di “Io e Annie” una vera esposizione di quello che in generale è il modo di intendere la vita in tutte le sue sfaccettature da Allen. Un rapporto, quello tra Alvy e Annie, palesemente denunciato come finito sin dall’inizio della pellicola. Il regista, infatti, da subito informa i suoi spettatori che racconterà di una coppia che ha raggiunto il suo epilogo procedendo indietro con continui flashback e costanti sterzate temporali sulla loro storia. La regia è davvero originale, geniale e fuori dagli schemi. Allen, in effetti, rompe gli schermi: non vuole rimanere soltanto regista, attore e personaggio, bensì vuole essere se stesso e desidera costantemente il rapporto con il suo pubblico. E’ come se ogni tanto interrompesse la proiezione del film e pigiasse il bottone pausa per parlare direttamente agli spettatori e chiarire quanto sta avvenendo.
“Io e Annie” è una pellicola particolare e che si contraddistingue fortemente nel panorama cinematografico per una sceneggiatura straordinaria fatta di battute divertenti e nello stesso tempo amare. E’ un film che merita di essere visionato anche se, forse, per i non amanti di Allen può sembrare noioso e senza un vero senso, ma non provarci sarebbe un’ occasione mancata.

Citazione:  Frattanto si era fatto tardi e tutti e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba stupenda e, sì, era un piacere,  solo averla conosciuta. E allora io penso a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: “Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina”. E il dottore gli dice: “Perché non lo interna?” E quello risponde: “E poi a me le uova chi me le fa?” Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna: e cioè che sono assolutamente irrazionali, e pazzi, e assurdi.  Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.”
VOTO: 5/5

PREMI VINTI:
– Oscar Miglior Film;
– Oscar Miglior Attrice Protagonista Diane Keaton;
– Oscar Miglior Regia;
– Oscar Miglior Sceneggiatura Originale.