Il cinema di Georges Méliès

Georges Méliès nasce e muore a Parigi. Prestigiatore e a capo della direzione del Teatro Robert-Houdin di Parigi, dove si potevano gustare spettacoli di magia e di illusionismo, Méliès, colpito dalle proiezioni dei fratelli Lumière, utilizza i segreti del suo mestiere per trasportarli nel mondo della cinematografia allora nascente. Se il cinema dei Lumière è considerato di tipo realista, quello di Mèliés è fantastico e di finzione.
Con Méliès nascono i primi effetti speciali e i primi trucchi cinematografici realizzati durante la fase stessa di ripresa. Nella pellicola Sparizione di una signora al Robert-Houdin del 1896, Mèliés veste i panni di un mago che riesce a trasformare una donna in scheletro. Il trucco consisteva nel fermare la ripresa e sostituire la donna con lo scheletro per poi riprendere la registrazione.
Méliès è considerato anche il padre delle prime forme di montaggio. Inizia, infatti, a creare effetti di fermo-macchina anche in fasi successive alla ripresa. Utilizza il taglio della pellicola, unendo il momento in cui stava avvenendo una trasformazione al momento in cui la trasformazione è avvenuta. Si tratta, quindi, di creare l’illusione della metamorfosi come avveniva durante i suoi spettacoli di prestigio.
Per rendere l’idea dell’ingrandimento o del rimpicciolimento usa la cinepresa con un movimento verso avanti e indietro. Introduce, inoltre, la tecnica di colorazione fatta direttamente sulla pellicola a mano (celebre esempio è rintracciabile in Viaggio attraverso l’impossibile).

Le sue pellicole, dunque, creano vere fantasmagorie, riuscendo ad ammaliare, meravigliare e incantare il pubblico. Il suo cinema è fantasioso. La realtà e l’immaginazione sono confuse con un grande effetto di fascino.
Ha diretto più di 1500 film tra il 1896 e il 1914, spaziando tra i generi. Uno dei suoi film più noti e belli è Viaggio nella luna del 1902, uno dei primi film di fantascienza della storia del cinema insieme ad alla stabliliante pellicola Viaggio attraverso l’impossibile del 1903.

Viaggio nella luna (Le Voyage dans la Lune ) è un film di circa un quarto d’ora, muto e in bianco e nero, caratterizzato da un successione di quadri. Il film si ispira al romanzo di fantascienza di Giulio Verne Dalla terra alla luna e narra l’esperienza incantevole dello sbarco dell’uomo sulla luna. In questo bel film il satellite ha le sembianze di un volto umano e celebre è la scena che mostra l’arrivo della navicella proprio nell’occhio della luna. Con lo stesso stupore la storia continua mostrando un irreale incontro degli umani con le creature, Seleniti, che popolano la Luna.
Il film va al di là di ogni aspetto scientifico, tralasciando le leggi della natura, tanto da porsi soltanto l’obiettivo di rappresentare un mondo incantevole e suggestivo. Si cerca di superare il limire dell’irraggiungibile con il mezzo cinematografico.

Viaggio attraverso l’impossibile può essere considerato un’espansione di Viaggio nella luna, sia in durata sia in narrazione, in modo più articolato. Il film è sempre realizzato in quadri. Il tema del viaggio fantastico viene ripreso conducendo i protagonisti, guidati da uno scienziato pazzo, attraverso vari mezzi di trasporto (il treno, l’auto, il sottomarino ecc.) in scenari disparati come la bocca del sole, montagne, ghiacciai, mare ecc. Si visionano momenti di straordinaria immaginazione e divertenti. E’ un film notevole e magico.
 
La filmografia di Méliès è interminabile e ricca di piccoli e divertenti cortometraggi. Nonostante la ripetitività a livello di storia e di narrazione, queste  pellicole si fanno adorare e visionare l’una dopo l’altro senza smettere di rimanere stupefatti dinanzi a tanta creatività cinematografica a quei tempi sorprendente. 

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