Coco Avant Chanel

Regia: Anne Fontaine
Cast: Audrey Tautou, Benoit Poelvoorde, Alessandro Nivola, Marie Gillain.
Genere: biografico
Anno: 2009
La piccola Gabrielle, conosciuta come Coco, viene lasciata in orfanotrofio dal padre. Divenuta ragazza si divide tra il lavoro di sarta e quello di cantante in un locale per uomini. La conoscenza di Etienne Balsan le permette di cambiare vita. Ma, la svolta decisiva è rappresentata dall’incontro con Arthur “Boy” Capel.

La proiezione della pellicola “Coco avant Chanel”, tanto attesa, ha soddisfatto pienamente ogni aspettativa. Il film ritrae la vita di Coco antecedente alla sua grande affermazione nel mondo della moda. E’ presente un excursus della sua vita. Viene presentata subito una bambina dai grandi e profondi occhi neri lasciata in orfanotrofio e che non fa che sperare nella visita di suo padre. Gabrielle ben presto si ritrova fuori dalle mura dell’orfanotrofio e, divenuta ormai donna, inizia ad esibirsi in un locale notturno con sua sorella per guadagnare qualcosa in più oltre il suo lavoro giornaliero di sarta da retrobottega. Coco dà una svolta alla sua situazione e va a vivere a casa di Etienne, un aristocratico conosciuto nel locale notturno. Inizia per Coco una vita lussuosa da mantenuta, e le sue giornate trascorrono tra corse di cavalli, balli aristocratici e spettacoli teatrali. Coco, pur essendo inserita in quel mondo aristocratico, non riesce a integrarsi realmente. Ella guarda con diffidenza quel mondo fatto di ozio, lusso e di donne con vestiti pomposi e cappelli con piume tanto da sembrare mascherate. Coco mantiene salda la sua personalità e il distacco da quel mondo che non riesce più a sopportare. Nonostante le tante critiche, Coco continua a indossare abiti semplici, comodi e senza sostegni e fasce. Usa pantaloni, camicie, cravatte, ovvero un vestiario assolutamente non contemplato dalla concezione del tempo. Da subito emerge il contrasto tra Coco e le donne del suo tempo. Coco non si fa ingabbiare nel modello della donna di primo 900 incastrata in corpetti che quasi impediscono la respirazione. Il suo stile e i suoi semplici cappelli vengono da subito apprezzati, tanto da essere commissionati. Coco, in realtà, continua a puntare in alto. La svolta decisiva della sua vita è rappresentata dall’incontro con l’inglese aristiocratico Arthur “Boy” Capel. Coco conosce finalmente l’amore, e la persona che crede in lei. E’ Boy che finanzia il progetto di Coco e le permette di aprire una bottega tutta sua e smettere di vivere da mantenuta.
La pellicola presenta la serie di difficoltà che Coco ha vissuto prima di diventare una celebre stilista. E’ una donna che è nata nella povertà, vissuto da mantenuta, ma che non ha mai perso la sua ostinazione e la fiducia nelle sue potenzialità. Così l’arte del cucire, appreso dalle suore da piccola, si rivela essere il suo tesoro più grande. Le sue capacità, unite alla sua inventiva stilistica e alla sua emancipazione femminile, le permettono di vivere in maniera indipendente e affermata.
Coco rapprenseta una grande rottura nella storia della moda femminile. Coco libera le donne da corsetti, abiti succinti, piume e ampie gonne e le proietta verso uno stile più moderno, semplice e libero. La sua stessa fisionomia di donna esile, magra, capelli corti si pone subito in contrasto con le donne del tempo artefatte, formose ed esagerate.
Il film ha il merito di porre l’attenzione sulla donna, sui suoi sentimenti, su una grande fragilità nonostante un’apparente forza. Si delinea il cammino della donna che dal nulla crea il suo destino. Il tutto sullo sfondo di un’aristocrazia a cavallo 800/900 presa dai suoi vizi e inutilità. Emergono le conflittualità sociali, una società fatta di matrimoni d’interesse, donne svalorizzate al ruolo di amante e tenute segrete. “Ho sempre saputo che non sarei mai stata la moglie di nessuno!” queste sono le parole che infatti recita Coco in un momento di sconforto.
Audrey Taotou è stata la più grande e riuscita scommessa che la regista Fontaine avrebbe potuto realizzare. La sua scelta è più che apprezzabile; e guardare la Tautou in questa pellicola è una grande piacere. E’ stata in grado di impersonificare al massimo il personaggio di Coco e con grande capacità è riuscita a comunicare gli stati d’animo provati dal suo personaggio. Inquadrature di primi piani, sottolineati da una buona regia, riempiono pienamente la vista e trasmettono emozioni.
Forse, è un film apprezzabile maggiormente da un pubblico femminile, ma è senz’altro un film che merita di essere visionato soprattutto da chi ama il genere biografico e perchè no anche storico-sentimentale. Ci sono degli ottimi costumi, e un’eccezionale fotografia che contribuisce a incorniciare al massimo ogni singolo fotogramma. Le musiche tristi e lente contribuiscono a rendere la pellicola godibile e delicata.
A fine visione permane la sensazione di un film appagante e bello. E’ un film che piace perchè realizzato con tanta attenzione, raffinatezza e con una buona tecnica stilistica che si addice pienamente ad un’altrettanta grandiosa sceneggiatura. Un risultato pienamente raggiunto grazie anche alla scelta della protagonista Audrey Tautou che dimostra maturità recitativa, dettata dalla capacità di superare il personaggio emergente di Ameliè (che l’ha decretata al successo) per puntare ad un grande cambiamento di registro con il personaggio di Coco.