A serious man

Regia: Joel Coen e Ethan Coen
Cast: Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Adam Arkin.
Genere: Drammatico
Anno: 2009

Un film molto difficile questo “A serious man”, l’ultimo lavoro dei fratelli Coen, in cui è possibile trovare tracce della loro esperienza di vita. Joel e Ethan Coen sono ebrei e questo loro fattore culturale oltre che religioso ha influenzato profondamente la stesura della scrittura di questo film. 
Ambientato nel 1967, il film mostra la vita, alquanto enigmatica, di Larry, un professore di fisica che attende il posto di ruolo e che ha una famiglia problematica. Vive con una moglie che vuole lasciarlo, un figlio che combina guai nella scuola ebraica, una figlia concentrata soltanto sul suo aspetto fisico e un fratello strano e fannullone. Nello stesso tempo ci sono la vicina di casa che non lo lascia indifferente, problemi a scuola a causa di lettere anonime che minacciano la sua professione e uno studente coreano che cerca di corromperlo con del denaro in cambio di un voto più accettabile. Come si evince, la vita di Larry è molto problematica e la cattiva sorte sembra essersi abbattuta su di lui. I guai e i problemi affliggono e caratterizzano la vita di questo professore e uomo dal carattere docile e buono. Qui subentra il confronto con la religione e il suggerimento di rivolgersi da un rabbino per trovare qualche risposta. Larry si confronterà con ben tre rabbini, ma nonostante questi suoi tentativi la sua vita continuerà ad essere iperscrutabile.
“A serious man” è una visione pessimistica della vita e della religione. Mette in evidenza come la vita dell’uomo sia costantemente messa a dura prova e attraversa momenti inspiegabili di cui è difficile trovare una spiegazione razionale. Nasce così l’esigenza di rivolgersi a quella sfera non percettibile della vita di ogni uomo che è la religione. Nel caso di “A serious man” ad essere sottoposta a continue domande e interrogativi è la religione ebraica, ma è evidente che il discorso si può allargare alla religione in maniera universale.
Emerge un’analisi molto amara sulla religione e su come sembra regolare la vita degli uomini, ma nello stesso tempo non dare loro il diritto di conoscere i motivi. E da qui, l’interrogativo perenne che accompagna l’intero film e l’intera visione: perchè succede tutto questo a Larry? Forse l’unica chiave di lettura di tanto accanimento sulla sua vita può esser offerto dalla storiella introduttiva con cui si apre il film: una storia polacca di un marito e moglie che incontrano uno spirito. Questa anticipazione è collocata in un tempo remoto e sembra essere scollegata dal film, ma in realtà è l’unico spiraglio di spiegazione di tanta disavventura.
Ecco, quindi, che “A serious man” si pone come una pellicola profondamente strana, ma che permette una riflessione dura sul fenomeno religioso. I Coen sembrano divertirsi, al pari della religione, mostrando una storia e lanciando, attraverso il loro protagonista, una serie di domande e tanti perchè. Di qui la ricerca di risposte e continui confronti con chi come un rabbino potrebbe essere un intermediario tra la vita dell’uomo e le scelte del suo creatore. E così si giunge ad un epilogo che non farà altro che lasciare domande su domande, ma questa volta al suo pubblico.
E’ un film che si sviluppa in modo insolito e che forse non piacerà tantissimo perchè apparentemente inspiegabile e di conseguenza noioso; ma “A serious man” di sicuro ha il pregio di far riflettere e offrire un nuovo spunto di discussione in chi è affascinato dal mistero della religione e dalla sua influenza sulla vita dell’uomo.

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